BANCHI DI SOTTO – da Via di Citta' a Via Pantaneto

Dal crocevia del Travaglio principia BANCHI DI SOTTO, che è la prosecuzione in direzione sud-est di Banchi di Sopra secondo il tracciato della Via Romea.

Rientra nel territorio della Contrada Priora della Civetta per buona parte, fino a Via Rinaldini, “fasciando” i palazzi del Campo a principiare dalla torre di Rocca Bruna nell’angolo del Vicolo di S. Pietro. Anche oltre il Chiasso Largo, lungo di essa nobili edifici gotici si allineano insieme a palazzi rinascimentali e barocchi.

La via Banchi di Sotto termina alle Logge del Papa, benché l’arteria prosegua diritta fino all’Arco del Ponte di Romana con il nome di Via di Pantaneto e, oltre, fino a Porta Romana come Via Roma.

Nello “Stradario” del 1871 tutta la strada, dalla Croce del Travaglio fino all’Arco del Ponte, fu denominata Via Bettino Ricasoli (1809-’80), per ricordare il patriota ed uomo politico, succeduto al Cavour quale Presidente del Consiglio del Regno d’Italia.

L’intitolazione restò al solo tratto dell’odierna Via di Pantaneto quando, dopo la liberazione delle terre irredente, Banchi di Sotto divenne Via Trento.

Tutta l’arteria ebbe di nuovo gli antichi nomi con l’ordinanza podestarile del 1931 e, da allora, Banchi di Sotto ci ricorda con la sua denominazione l’originaria funzione del tratto urbano centrale della Francigena, che era il luogo ambito per le attività economiche e bancarie delle consorterie medioevali più potenti.

Dal lato destro di Banchi di Sotto si contano tre accessi a Piazza del Campo: il Vicolo dei Borsellai, quello dei Pollaioli e il Chiasso Largo (Via Rinaldini), e gli ingressi di tutti i nobili palazzi che si prospettano con il retro su di esso: palazzo Maconi, palazzo Sansedoni, palazzo Chigi Zondadari. Altre vie, sulla destra, salgono verso il cuore della Contrada, nel triangolo che ha per vertici la Croce del Travaglio, Piazza Tolomei e S. Vigilio.

Domina questo lato il casamento duecentesco dei Guastelloni, formato da un massiccio palazzo gotico (n.c. 35 di Banchi di Sotto), appartenuto anche ai Vincenti ed ai Cinughi, e dalla poderosa torre in pietra facente angolo tra Banchi di Sotto (n.c. 39) e le Donzelle.

La torre, assai antica e coeva alla Rocca Bruna, era detta di Serravalle, perché era stata costruita in quel preciso punto per sbarrare e controllare la parte superiore del Campo quando era ancora una valle selvata.

Secondo il Pecci la Torre di Serravalle a canto di casa Cinughi fu comune agli Ugurgeri, Maconi, Cinughi e altre famiglie ed ai Cavalieri Templari.

 

Ricerca e testo di Alberto Fiorini