IL CASTELLARE DEGLI UGURGERI

Di fronte a Via delle Donzelle un androne ad archivolto in salita immette in una suggestiva piazzetta triangolare, da cui si esce nuovamente per un altro passaggio a lungo fornice, che si apre in faccia alla chiesa di S.Vigilio. E' il Vicolo del Castellare, così detto dal Castellare degli Ugurgeri, che è un pò il cuore della Civetta, poiché qui la Contrada ha la sua sede con la Sala delle Adunanze e delle Vittorie, la stalla, la sagrestia ed altre "stanze".
I Castellari a Siena in passato furono molti: si ricordano quelli dei Salimbeni, dei Malavolti, dei Rossi, dei Marescotti; ma oggi il Castellare per antonomasia è questa piazzetta caratterizzata dagli spazi verticali degli edifici e dal retro del duecentesco palazzo Ugurgeri, riconoscibile per la parte inferiore in pietra e per quella superiore in laterizio, arricchita da grandi archi gotici a bifore. Il Castellare degli Ugurgeri è l'unico rimasto a testimoniare l'originale forma di inurbamento dei feudatari senesi, allorché, abbandonata la campagna per la città, da signori di guerra si trasformarono in signori di commercio e di denaro, riunendosi in potenti consorterie, formate da tutte le famiglie della casata. Duccio Balestracci definisce i castellari nidi di nobili e tale fu anche quello degli Ugurgeri, la cui famiglia proveniva dalla Val d'Arbia.
Furono una famiglia molto potente: signori di Montaperti di Pancole e di altri centri della Val d'Arbia, conservarono per secoli un feudo vastissimo, che dai monti del Chianti si spingeva fino all'Amiata e alla Maremma. Per insegna ebbero uno stemma d'oro con tre leoni azzurri (i due del capo affrontati e sostenenti una ruota con otto raggi rosso, l'altro in punta), e il capo d'oro carico di un'aquila spiegata di nero, coronata del campo. Alla Repubblica Senese seppero dar forza con le loro armi e con il loro sangue, come Giovanni Ugurgeri, morto eroicamente a Montaperti, il cui valore e sacrificio sono ricordati in una lapide murata in un angolo del Castellare.
In passato il Castellare ebbe anche un'altra uscita su Via Cecco Angiolieri, attraverso un arco tuttora visibile nella stalla della Contrada. Ma questo vicolo coperto, ben individuabile da una striscia di mattoni e dalla pavimentazione originaria in pietra serena esistente all'interno di una bottega sulla sinistra del Palazzo Ugurgeri, fa parte -per usare un'espressione di Letizia Franchina- dei misteri del Castellare, al pari dello straordinario pozzo di butto degli Ugurgeri, risalente al XIV secolo, scoperto dai Civettini nei sotterranei del loro Museo nel 1982.

Ricerca e testo di Alberto Fiorini