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Enea Marroni - Italo Migliorini, Drappellone del Palio straordinario del 18 maggio 1947, dedicato al VI Centenario della nascita di S.ta Caterina. Siena, Sede della Contrada Priora della Civetta. |
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Il numero unico della Vittoria civettina del 1947: “Tutto mio!”. |

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In occasione delle cerimonie indette per il VI Centenario della nascita di Santa Caterina, cui partecipò fervidamente tutta Siena, le Contrade furono sempre presenti. Il pomeriggio del 29 aprile, giorno dedicato alla Santa senese, fu convocato in seduta straordinaria il Consiglio Comunale, che, con votazione palese, approvò quasi all’unanimità di correre un Palio straordinario dedicato all’evento. La Carriera fu fissata per domenica 18 maggio. La notizia fu recata all’Arcivescovo Mons. Toccabelli, che stava officiando in Fontebranda, il quale la comunicò ai fedeli plaudenti. L’estrazione delle 10 Contrade partecipanti al Palio straordinario ebbe luogo il pomeriggio di domenica 4 maggio. Presiedette l’assessore Ing. Ugo Bartalini, il quale, iniziata la riunione e imbossolate le Contrade, estrasse la Contrada della Giraffa. Il rappresentante della Giraffa estrasse il Montone, quello del Montone il Leocorno. A seguire, la sorte fu benigna con la Civetta, la Torre, la Selva, l’ Oca, il Drago, la Tartuca, l’Aquila. I trombetti annunziarono alla folla l’inizio delle operazioni e l’uscita, una dopo l’altra, delle dieci bandiere, scatenando scoppi di entusiasmo, urla e fischi.
La pittura del drappellone del Palio fu affidata per concorso agli artisti Enea Marroni e Italo Migliorini, che fecero un lavoro all’epoca assai apprezzato e ritenuto suggestivo. In realtà il lavoro fu piuttosto semplice nell’impostazione e nell’esecuzione. Il 15 maggio, Festa dell’Ascensione, la Festa senese ebbe inizio con la tratta dei cavalli. Fin dalle prime ore, il Campo presentava il consueto caratteristico aspetto dei giorni del Palio, malgrado la fitta nebbia che di tanto in tanto sgocciolava una pioggerella insistente e noiosa. Le eliminatorie videro la partecipazione di un bel gruppo di 16 soggetti, che, suddivisi in 5 batterie (l’ultima di due soli cavalli), furono attentamente selezionati. Fatti uscire gli animali “scartati”, alle 11,30 furono assegnati i barberi alle Contrade, presente gran folla nel Campo, ove frattanto era tornato il sereno. I migliori cavalli fecero esultare i contradaioli dell’ Aquila (Piero, vittorioso in entrambi i Palii del 1946), dell’Oca, della Civetta, e della Selva, che però erano nuovi. Al Drago andò in sorte il vecchio glorioso Folco. Gli altri cavalli erano tutti mediocri. L’Oca festante accolse in trionfo il cavallino Cesare nella convinzione di poter finalmente portare in Fontebranda il tanto atteso Palio. La prima prova vide molte cadute di cavalli e di fantini. Si rivelò difficile da condurre il cavallo della Civetta, il forte Brillante, tanto che per la seconda prova il capitano Sabatino Mori non riuscì a trovare la monta. Anche nelle prove successive il forte Brillante scaricò il proprio fantino (Anacleto Manzotti d. Coscia), finché, affidato alle cure dell’Arzilli, trovò il giusto assetto. Il mattino del 18 maggio si presentò con una luminosa splendida giornata estiva, ma fresca. Tutta la città splendeva per la festa in onore della sua Santa, che in S. Domenico e in Fontebranda ricevette gli omaggi di numerosi devoti. Ovunque bandiere, arazzi. Alle 8 Sunto cominciò a diffondere i suoi rintocchi a festa. Con il passare delle ore l’affluenza crebbe e, forse, soltanto in rare altre occasioni si era veduta una folla simile di ospiti, giunti da ogni parte d’Italia, congestionare le vie di Siena pavesate e festanti. Personalità italiane e straniere, membri del Corpo Diplomatico assistettero all’inimitabile spettacolo: nel Campo gremitissimo c’erano probabilmente più di 40 mila persone, il cui afflusso festoso fu favorito dalla splendida stagione. Alle 19,50 lo scoppio del il mortaletto che segnalava l’uscita dei cavalli e dei fantini dall’Entrone fu seguito da un grande urlo della folla Prima che tutti i cavalli innervositi fossero chiamati alla mossa, il cavallo della Civetta scartò e saltò il canape. Allora il mossiere fece uscire tutti e, in mezzo al batticuore della massa degli spettatori, l’operazione fu ripetuta. Purtroppo anche questa volta la partenza non potette essere data perché l’Aquila e la Torre imitarono la Civetta nel capitombolo e Alfio Tacconi, fantino dell’Aquila, si ferì gravemente alla faccia nella caduta; il cavallo Piero si scavezzò e il mossiere Ricci dovette far scattare il canape. Nuova chiamata, e finalmente le prime nove Contrade entrano ordinatamente. L’Oca si mosse prontamente di rincorsa e il canape cadde: la mossa fu perfetta; forse un po’ giovane. Con uno scatto autoritario l’Arzilli portò subito la Civetta in testa, ipotecando la vittoria finale. Si fecero trovare impreparati Tartuca e Aquila, coperta dal Montone. Comunque, dietro la Civetta si accodarono Aquila, Montone e Oca, che dall’esterno cercò di recuperare la parte bassa della pista. L’Oca con Cesarino e Amaranto fu un vero fulmine e, nonostante la Selva con il Biondino e Goioso avesse tentato di ostacolarla, a S. Martino aveva già raggiunto le rivali. Nulla sembrava frapporsi alla vittoria della Contrada di S.ta Caterina, ma nel tentativo di prendere la testa a S. Martino Cesarino fu costretto a girare altissimo. Il bel barbero di Fagnani non seppe reggere la velocità di azione imposta da Amaranto e rovinò nella discesa spezzandosi entrambi gli anteriori. Quando la folata dei barberi raggiunse il Casato, la Civetta era ancora in testa. Intanto, il cavallo dell’Oca veniva ucciso da una mano pietosa... All’inizio del 2° giro si fece sotto l’Aquila, che alla Fonte raggiunse la Civetta. Sembrò che l’Aquila potesse far suo il Palio con facilità, ma oltre il Casato, inspiegabilmente, il fantino Tacconi cadde; cercò di risalire, trattenendo in tal modo “Piero” che avrebbe potuto vincere scosso. Anche la Selva e il Montone caddero durante la corsa. Al 3° giro fu di scena il Drago con Rubacuori e il vecchio Folco, mentre il cavallo dell’Aquila, scosso, sebbene gli fosse stato fatto perdere del tempo prezioso, continuava ad insidiare la corsa della Civetta. Fu una lotta emozionante a tre dei due fantini Arzilli e Rubacuori e del cavallino Piero intelligente e generoso, ma alfine i nerbi prevalsero e il barbero dell’Aquila dovette rallentare un po’... La vittoria arrise alla Civetta, seguita dal Drago e quindi dal cavallo scosso dell’Aquila; quarto fu il Leocorno. La pista fu invasa e il Palio consegnato ai Civettini tripudianti, mentre le bandiere si spiegavano e i canti si innalzavano fino a S. Domenico, dove il drappellone fu recato alla “grande Senese”, che tutto un popolo aveva onorato con la sua offerta più bella: il Palio. Via del Re (così si chiamava ancora Via C. Angiolieri) fu in festa e la città splendette di lumi e di fiaccole nella notte. Il fantino Arzilli fu festeggiatissimo e complimentato per l’insperata vittoria. Il 19 maggio la comparsa della Contrada Priora della Civetta compì il giro d’onore col cavallo Brillante, di proprietà di Alfredo Pianigiani. L’Arzilli distribuì il seguente sonetto:
Al glorioso fantino PRIMO ARZILLI che il 18 maggio 1947 nel Campo vinceva per la C I V E T T A il Palio straordinario corso in onore di S. Caterina da Siena Patrona d’Italia
Nella giostra del Campo la Vittoria alla Civetta è arrisa, e nel suo cuore l’ha benedetta, dall’eterna gloria, la mistica Figliola del Tintore.
Così alla Civetta nella storia, l’Arazilli ha aggiunto, grazie al suo valore, un Palio tanto degno di memoria, che torna a nostro vanto e nostro onore.
Scoppia di nuovo, dopo tanta impresa, tra un tripudio di bianco, nero e rosso, dei Civettini il canto di passione.
Sono trentuno, e questa è la ragione per cui gridiamo ognora a più non posso: “Forza Civetta! Insisti nell’ascesa!”
La Civetta festeggiò solennemente la Vittoria domenica 18 maggio. Piazza Tolomei fu trasformata in un elegante salotto dai colori nero – bianco – rosso, illuminato splendidamente ad opera della Ditta Chiantini e Ciacci. Anche Via del Re, l’Oratorio e le strade tutte della Contrada furono imbandierate ed ornate di arazzi. Tutte le Contrade avevano aderito alla festa con bandiere e bracciali. La facciata di S. Cristoforo, ripresa nelle linee essenziali da fili di lampadine, recava una gran scritta: “Palio di S. Caterina”. Alle 11 vi fu un signorile ricevimento alle Autorità cittadine, ai Priori ed ai Capitani. Alle 21 una ricca cena, allietata da musica e seguita da danze, a cui parteciparono moltissimi Civettini. Una grande folla non mancò di assieparsi presso Piazza Tolomei e di recarsi poi a visitare in Fortezza la Va Mostra dei Vini quel giorno inaugurata. Dai Civettini fu dato alle stampe il numero unico “Tutto mio!” La festa si ripeté anche il lunedì sera, 4 agosto.
Ricerca e testi di Alberto Fiorini per la Contrada Priora della Civetta
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1947 18 maggio |
PALIO STRAORDINARIO PER IL VI CENTENARIO CATERINIANO |
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Carriera indetta per ricordare il VI anniversario della nascita della Santa senese |
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Sindaco: ILIO BOCCI |
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Deputati della Festa: MARIO BECATTI, PIETRO CORTECCI, BRUNO PAPI |
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Mossiere: GUGLIELMO RICCI |
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Giudici della Vincita: ADALBERTO CROCI, VIERI PAPA, GIOVANNI TERRENI |
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N° d’ord. |
Amm. al Palio |
Ordine di tratta |
mossa |
CONTRADE partecipanti |
Fantini |
Cavalli |
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1 |
a sorte |
1 |
9 |
GIRAFFA |
Pietro De Angelisd. Pietrino |
Topo, grigio moschettato di Antonio Sammicheli |
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2 |
a sorte |
10 |
3 |
MONTONE |
Albano Nucciotti d. Ranco |
Stretta, saura di Paolo Neri |
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3 |
a sorte |
9 |
4 |
LEOCORNO |
Michele Rossi d. Saragiolo II |
Fato, baio scuro di Alfredo Pianigiani |
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4 |
a sorte |
2 |
1 |
CIVETTA |
Primo Arzilli d. Biondo |
Brillante, baio di Alfredo Pianigiani |
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5 |
a sorte |
6 |
8 |
TORRE |
Anacleto Manzotti d. Coscia |
Ida, grigia moschettata di Enrico Petreni |
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6 |
a sorte |
3 |
6 |
SELVA |
Fernando Leoni d. Ganascia |
Gioioso, baio scuro di Emilio Tiezzi |
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7 |
a sorte |
8 |
10 |
OCA |
Amaranto Urbani d. Boccaccia |
Cesare, sauro di Gianfranco Fagnani |
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8 |
a sorte |
7 |
7 |
DRAGO |
Gino Calabrò d. Rubacuori |
Folco, sauro di Luigi Pepi |
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9 |
a sorte |
4 |
5 |
TARTUCA |
Giuseppe Gentili d. Ciancone |
Pallino, sauro di Agostino Provvedi |
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10 |
a sorte |
5 |
2 |
AQUILA |
Alfio Tacconi d. Biondino |
Piero, baio di Domenico D’Antona |
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In palio: Drappellone dedicato al VI Centenario della nascita di S.ta Caterina da Siena. Il drappo reca al centro un paggio inginocchiatoche sostiene con la mano destra il gonfalone senese con la Balzana. Sembra quasi in preghiera, rivolto verso il Santuario Cateriniano e verso il tempio S. Domenico in un tripudio di bandiere delle Contrade. In lontananza si vedono anche la Torre del Mangia e il Duomo. In alto, nel cielo azzurro, si staglia l’immagine della Santa Patrona d’Italia con la corona di spine ricevuta da Gesù. Pittori:Enea Marroni – Silvio Migliorini |
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Contrada vincitrice: |
CIVETTA |
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Fantino: |
PRIMO ARZILLI detto BIONDO |
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Cavallo: |
BRILLANTE, un baio del Sig. Alfredo Pianigiani |
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Capitano |
SABATINO MORI |
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Mangini |
GIORGIO BARDINI, GIULIO ALESSI, ALESSANDRO TRABALLESI |
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Barbaresco |
MARIO BONACCI |
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Priore: |
NELLO MARIANI |