LOGGIA DELLA MERCANZIA

La sede dei mercanti sorse nel 1310 su un'area conquistata dagli eredi di Pepo di Melianda e da Ciampolo di Jacomo Gallerani. Il Comune contribuì pagando almeno tre quinti del prezzo d'acquisto. Il primitivo palazzo della mercanzia, che fu eretto al posto della chiesa di S.Paolo e della casa di Pepo di Melianda, inizialmente ebbe un piano di meno rispetto alla costruzione attuale e, dalla parte del Campo, una facciata in stile gotico, coronata da merli, attribuita a Niccolò dei Cori. Sulla spianata del Travaglio, Pietro del Minnella, su un disegno di Sano di Matteo (1417-'28), abbellì il fabbricato con l'elegante loggia (che, oltre della Mercanzia, fu detta dei Mercanti o di S.Paolo), formata da tre alte arcate su pilastri marmorei, ornati con statue e ricchi capitelli nello stile di transizione dal gotico al rinascimentale; le volte furono decorate con preziosi stucchi ed affreschi.
Dopo la caduta della Repubblica, la loggia conobbe purtroppo l'incuria e l'abbandono, al punto che vi trovarono ospitalità i banchi dei treccoloni e dei mercanti al minuto; di notte vi sostavano i vagabondi e le cortigiane d'infimo ordine, che, nella stagione fredda, usavano persino accendervi il fuoco.
La Corte di Mercanzia fu modificata statutariamente in occasione della soppressione delle Arti nel 1777 e venne definitivamente abolita il 26 novembre 1780. La decadenza dell'istituzione era già stata segnata dalla cessione della sede nel 1764: il fabbricato, infatti, era stato acquistato con un atto di permuta dall'associazione dei Signori Uniti del Casino, che gli cambiò destinazione ed aspetto per adattare i suoi ambienti a circolo culturale e ricreativo. Dove prima si radunavano i mercanti, la nobiltà senese realizzò il proprio luogo di ritrovo per i giuochi con le carte, per le piacevoli veglie e per gli oziosi conversari.
Un'ulteriore trasformazione fu avviata nel 1766 ad opera dell'architetto fiorentino Ferdinando Fuga. I lavori consistettero nella sopraelevazione di un piano, nella copertura dei vicoli di S.Pietro e di S.Paolo e nella costruzione della facciata verso la Piazza, con relativa lunga ringhiera per poter assistere comodamente al Palio ed agli spettacoli nel Campo. Gli ultimi interventi furono fatti nella Loggia, che nel 1887 venne chiusa con una pregevole cancellata in ferro, disegnata da Augusto Corbi ed eseguita nell'officina senese di Pasquale Franci.

Ricerca e testo di Alberto Fiorini