VICOLO DEI POLLAIOLI – da Banchi di Sotto a Il Campo

Il VICOLO DEI POLLAIOLI esce sulla Piazza sotto al Palazzo Chigi Zondadari.

È coperto all’inizio e alla fine. Sotto la volta del primo arcone c’è tuttora uno stemma rotondo in pietra serena con l’impresa degli Ugurgieri, i quali nel 1491 fecero risistemare alcune botteghe. L’altra copertura del vicolo assunse l’attuale conformazione tra la seconda metà del secolo XVII ed i primi del Settecento, quando venne trasformato il Palazzo Chigi Zondadari, che si estese lateralmente fino ad inglobare i fabbricati adiacenti.

Il toponimo Pollaioli ci dice che un tempo, sotto le volte del vicolo, trovavano riparo le bancarelle ed i carretti dei venditori di uova, di polli e di piccioni.

Probabilmente i pollaioli vi si trasferirono nel 1407, allorché il Consiglio Generale decise di allontanare dal Campo i venditori di grano et farina, et ogni altro biado et legumi, et anche ogni pollaria.

Da un documento del 1339 si apprende che nel vicolo c’era un fondaco degli scaggiolari, cioè una bottega occupata da artigiani che svolgevano un’attività analoga e complementare a quella dei vicini borsellai. Infatti essi fabbricavano gli scaggiali o scheggiali (dal latino medioevale scagiale), cioè cinture eleganti fermate sul davanti da una fibbia preziosa, che nei secoli XIII e XIV erano portate dagli uomini per tenervi la spada e dalle dame per appendervi la scarsella o altri oggetti.

Ma nel vicolo, fin dal secolo XIV, esercitò la propria attività anche un gruppo di ligrittieri, cioè di rivenditori di panni vecchi e a taglio.

Questi commercianti vi restarono almeno fino al 1705, poiché è documentata in questo anno la vendita ai Sansedoni della loro sede, situata sotto il primo fornice del vicolo.

L’altro arcone sul Campo era già stato venduto nel 1662 a Flavio Chigi, che era divenuto proprietario delle case e delle torri appartenute ai Mezalombardi Rinaldini, estese dal Vicolo dei Pollaioli al Chiasso Largo.

Ricerca e testo di Alberto Fiorini