VIA SALLUSTIO BANDINI – da Via di Follonica a Via del Refe Nero

La Via di S. Vigilio incontra

VIA SALLUSTIO BANDINI dinanzi al bel palazzo

rinascimentale Bandini Piccolomini (n.c. 25), opera di

Antonio Federighi (1465 circa), oggi adibita a

segreteria dell’Università.

Una lapide commemorativa attesta che vi ebbe i natali

l’economista senese, a cui, dal 1871, è intitolata la via.

La strada unisce Via del Refe Nero a Via di Follonica con

due tratti ben distinti: il primo è pianeggiante e nel Seicento fu chiamato Via dei Miracoli; l’altro, quello che lascia S. Vigilio, è tutto in discesa e in passato i Senesi si riferivano ad esso con il popolare appellativo di Via della Staffa.

Il tratto che ebbe nome Via dei Miracoli (nel solo lato adiacente al Castellare ed al complesso di S. Cristoforo) appartiene alla Contrada Priora della Civetta.

Il toponimo di Via dei Miracoli nacque perché in questa strada avvenne il maggior numero dei prodigi operati dalla Madonna di Provenzano.

Questo appellativo popolare non piacque agli amministratori comunali che redassero lo “Stradario Mazzi”; pertanto il toponimo fu fatto scomparire e tutta la strada, da S. Giovannino in Pantaneto fino all’incrocio di Via del Moro, fu dedicata all’economista Sallustio Antonio Bandini (1677-1760).

L’illustre personaggio nacque da Caterina Piccolomini di Modanella sposata Bandini.

Intraprese la carriera ecclesiastica ed acquisì vasta cultura: s’interessò di economia, di agricoltura, di letteratura e persino di problemi di assistenza sociale.

Il Bandini fu assertore della libertà di scambio e di una maggiore giustizia sociale e tributaria.

La sua opera più famosa fu il “Discorso economico sulla Maremma Senese” (1737), che ispirò la politica riformistica del granduca Pietro Leopoldo, il quale però volle dare alle stampe l’opera soltanto quindici anni dopo la morte dell’economista senese. Sallustio Bandini rivestì anche importanti cariche pubbliche e fu presidente dell’Accademia dei Fisiocritici.

Nel 1785 donò alla Sapienza senese la sua ricchissima collezione libraria, che divenne il nucleo originario della Biblioteca degli Intronati. La statua di Sallustio Antonio Bandini, opera di Tito Sarrocchi (1880), orna Piazza Salimbeni davanti all’Istituto Bancario simbolo dell’economia senese nel mondo.

Via Sallustio Bandini è una delle strade più tipiche di Siena. Si formò nel Duecento lungo la cinta murata, che andava dalla Porta di S. Cristoforo a quella di Follonica, appena interrotta dalla porticciola di S. Vigilio.

 

Ricerca e testo di Alberto Fiorini