VIA DEL REFE NERO – da Via dei Rossi a Via Sallustio Bandini

VIA DEL REFE scende fino ad incontrare Via Sallustio Bandini, girando sul retro dei fabbricati che stanno a ridosso del Palazzo Bichi Ruspoli.

La strada inizialmente è tanto stretta, che pare un vicolo. Alla Civetta spetta il lato destro della scesa.

Il curioso nome medioevale di Via del Refe Nero è da collegare a qualche laboratorio dell’Arte dei Linaioli, che in passato produceva, o usava, il refe.

Il refe è un’accia, cioé un filo piuttosto grosso e resistente, che si ottiene accoppiando e ritorcendo due fili di canapa, di lino o di altra fibra vegetale.

Il termine refe nasce etimologicamente dal latino dei glossari ripe, che significa filo, ma deriva - secondo il Devoto - per trasmissione orale dal veneto reve.

Il refe naturale è di color avorio invecchiato, ma se viene impeciato diventa nero ed ancor più resistente, così da poter essere usato per lavorazioni particolari.

Il refe nero serviva ai calzolai, ai valigiai, agli scarsellai ed ai cerbolattai, nonché ai merciai, per la cucitura del cuoio, dei pellami e dei tessuti robusti come il fustagno o spessi come il feltro.

La manifattura senese del lino e della canapa, assai modesta nel medioevo, raggiunse il massimo successo commerciale nel secolo XVIII, tanto che dall’ “Inchiesta leopoldina” sulle arti e sui mestieri, pubblicata dal Prunai, sappiamo che negli anni 1766-‘68 contava oltre duemilaquattrocento addetti. L’Arte dei Linaloli curava in special modo la pettinatura e la conciatura dei lini e dei canapi, ma i tessitori senesi di “pannilini” condizionavano (cioè preparavano per successivi lavori) anche la stoppa, la lana e la bambagia.

L’Arte era federata con quella dei Merciai, che usava il materiale condizionato dai Linaloli e rivendeva pannilini curati e fini per uso di biancheria da letto o simili, fazzoletti, rigati bianchi e turchini per uso di vestire e specialmente per grembiuli, treccioli alti e bassi, fasce, fustagni di cotone bianchi e colorati, mezzelanine colorate per uso di vestire, guarnizioni per uso d’abiti da contadino, passamanerie, broccatelli per parati, cortinaggi per tende, baldacchini e letti…

Ricerca e testo di Alberto Fiorini