VIA DI SAN VIGILIO – da Banchi di Sotto a Via Sallustio Bandini

La VIA DI S. VIGILIO sale da Banchi di Sotto alla chiesa di S. Vigilio, innestandosi poi in Via Sallustio Bandini con un breve tratto pianeggiante.

Appartiene alla Contrada Priora della Civetta tutto il lato sinistro.

Al tempo in cui si formò la città medioevale la strada conduceva alla Porta di S. Vigilio, scomparsa nella prima metà del Duecento, la quale essere soleva - si legge nel “Constituto volgarizzato” del 1309-’10 - a lato a le case de’filliuoli d’Ugo Rugieri (..) nel muro vecchio del Comune di Siena.

La via e la porticciola presero il nome dalla chiesa e dall’antica badia di S. Vigilio, erette tra l’XI e il XII secolo presso il Castellare degli Ugurgieri.

La chiesa è citata per la prima volta in un documento del 1154, ed era sede parrocchiale. Furono gli stessi conti della Berardenga ad erigerla, come stanno a dimostrare i due leoni di marmo, loro arme antica, murati nell’abside su Via Sallustio Bandini.

Dal 1138 la chiesa fu officiata dai Monaci Camaldolesi; passò poi alle Monache d’Ognissanti e verso l’anno 1460, divenne Commenda.

In quel periodo accolse la Compagnia Militare di S. Vigilio, che aveva un’insegna azzurra con grifo d’oro ungulato di rosso, i cui uomini, uniti a quelli di San Pietro alle Scale in Banchi e di S. Cristoforo in occasione della Caccia dei Tori del 1546 si presentarono nel Campo con una civetta viva su un vassoio d’argento, dando vita alla Contrada della Civetta.

Il Bando sui confini delle Contrade ha tagliato fuori dal territorio della Civetta il tempio e la badia di S. Vigilio, che nel 1561 erano passati ai Gesuiti.

Questi religiosi, con il generoso aiuto di Giulio Gori Pannilini e del figlio Augusto, rifecero completamente la chiesa ed eressero sulla destra il loro grande convento, sviluppandolo su Banchi di Sotto dinanzi al Palazzo Piccolomini.

I sacerdoti della Compagnia di Gesù rimasero in S. Vigilio fino alla soppressione dell’Ordine, sancita da papa Clemente XIV nel 1773; durante tale periodo la costarella venne chiamata Piaggia dei Gesuiti.

Successivamente abitarono in S. Vigilio i Vallombrosani dell’Ordine di S. Giovanni Gualberto, che nel 1783 commissionarono ad Antonio Matteucci nuovi restauri: questi rifece la facciata della chiesa e le creò sul davanti la doppia rampa di scale.

Nel 1810, allontanati i Vallombrosani per ordine del governo francese, nel vasto fabbricato pose la propria residenza la Prefettura del Dipartimento d’Ombrone.

Infine, cessato il governo gallico (1813), il granduca Ferdinando III destinò l’edificio a sede dell’Università Senese, che vi si trasferì, lasciando nel 1816 l’antico Studium Urbis di Via della Sapienza.

L’ex convento dei Gesuiti subì l’ultima ristrutturazione nel 1891, allorché il Partini dette al Palazzo dell’Università l’attuale ingresso da Banchi di Sotto, con atrio e cortile pseudorinascimentale.

La salita di S. Vigilio, nella seconda metà dell’Ottocento, fu popolarmente chiamata anche Costa dell’Appalto del Tabacco, da una rivendita che era situata nel modesto fabbricato di fronte al fianco dell’Università.

A quel tempo gli appalti smerciavano i prodotti più diversi, che non avevano alcuna attinenza con i generi di Monopolio; erano magazzini simili a certe botteghe di campagna, dove si vendeva un po’ di tutto.

Erano molto importanti nell’ambito dell’economia del rione.



Ricerca e testo di Alberto Fiorini