VICOLO AL VENTO – da Via Cecco Angiolieri a Via Sallustio Bandini.

Il VICOLO AL VENTO (così detto da sempre per essere esposto ai gelidi soffi della tramontana) scende da Via Cecco Angiolieri in Via Sallustio Bandini, nel tratto che in passato ebbe il nome di Strada dei Miracoli.
Dal vicolo si esce per un androne oscuro, che bucava la muraglia annerita della terzultima cinta urbana, quella rimasta incorporata nelle case degli Ugurgieri, degli Angiolieri e dei Salvani.

Quando al posto di Via Sallustio Bandini c’era una carbonaia (seconda metà del XIII secolo), l’attuale Arco del Vicolo al Vento era una porta delle mura urbane ed aveva il nome di Porta di S. Cristoforo. Vi sono ancora i vecchi cardini. Allorché, nel 1262, il “Constituto” mise severe restrizioni sull’apertura e sull’uso di porte nelle mura della città e dei borghi, escluse la porticciola domus ecclesie Sancti Xristofori [Const. 1262, d.iii, r.i]; anzi, successivamente, ordinò di ampliarla a spese degli uomini della Contrada, facendo rialzare l’arcum porte, posita in muro comunis inter domos ecclesie Sancti Xristofori et domum Angelerii, forse per consentire un miglior collegamento tra la nuova Porta dei Provenzani e il centro della città [Id., r.xxxviii].

Ricerca e testo di Alberto Fiorini