VICOLO DEL COLTELLINAIO - da Banchi di Sopra a Via dei Termini.

Divide il Palazzo Tolomei dall’ex Palazzo Pavolini, già Albergo dell’ “Aquila Nera”, che fu trasformato in cinematografo verso la metà degli Anni Trenta ed intitolato, secondo la moda dell’epoca, Cinema “Rex” (nome mutato nell’ultimo dopoguerra in “Odeon”).

La denominazione del vicolo, probabilmente derivata da un artigiano fabbricante o venditore di utensili taglienti che in passato evidentemente vi ebbe la propria bottega, è molto antica e non è mai stata cambiata.

Dagli inizi del secolo XV i coltellinai, insieme ai fabbri, ai chiavai, agli agutari, ai fibbiai, ai forbiciai, agli spadari, ai corazzai ed a tutti gli altri artigiani la cui attività consisteva nella lavorazione del ferro, fecero parte dell’Arte Maggiore del Fuoco, che estese successivamente la propria giurisdizione sulle Arti dei maniscalchi, stagnari, fabbri grossi, calderai, morzai, chiodaioli, succhiellari, ottonai, bicchierai e magnani.

Ricerca e testo di Alberto Fiorini