VIA DELLE DONZELLE – da Via Cecco Angiolieri a Banchi di Sotto

VIA DELLE DONZELLE, scende quasi parallela a Calzoleria da Via Cecco Angiolieri a Banchi di Sotto.

Nel Settecento, una bettola, di certo frequentata degli artigiani della vicina Via di Calzoleria, dette alla stradina il nome di Chiasso dell’Osteria della Lesina. La lesina è lo strumento tipico dei calzolai; è costituito da un grosso manico sostenente un robusto ago ricurvo assai appuntito, che serve a forare il cuoio per la cucitura.

L’osteria della Lesina non esiste più da molti anni. In Via delle Donzelle, invece, si trovano tuttora due alberghi, uno dei quali conserva l’antico nome, che ha dato origine all’attuale toponimo: Albergo delle “Tre Donzelle” (n.c. 5). Il vocabolo donzella appartiene al linguaggio del Duecento ed evoca il tempo dei trovatori e dei menestrelli; etimologicamente deriva dal pro­venzale donsela, a sua volta mutuato dal latino dominicella e indica una dama di giovane età, non sposata.

Fino al “passaggio del fronte” dell’ultimo conflitto mondiale, l’albergo delle “Tre Donzelle” ebbe un’insegna in ferro battuto, che recava dipinte tre figure femminili danzanti, ispirate al gruppo de “Le Tre Grazie” della Libreria Piccolomini del Duomo. L’insegna venne tolta, perché i soldati delle Truppe Alleate credevano che indicasse una casa di piacere; per fortuna fu riposta nei fondi della Soprintendenza alle Belle Arti, dove è stata ritrovata e re­cuperata dalla Contrada della Civetta, che recentemente l’ha restituita ai suoi legttimi proprietari.

Il Macchi chiama la Via delle Donzelle Via dei Frenai dal nome degli artigiani che accomodavano i freni ai barrocci ed ai calessi. Nella seconda metà del Settecento, nel vicino Vicolo del Viscione c’erano il laboratorio di un bastiere e la stalla per il rimessaggio delle carrozze dei viaggiatori che si fermavano a pernottare alle “Tre Donzelle”.


Ricerca e testo di Alberto Fiorini